Transurfing, perché Sì! 3


Il Transurfing è l’unica tecnica al mondo che ci permette di difenderci dai pendoli “divoratori di energia”. Già questo basterebbe a convincere chiunque a provarlo.

Ma a ben pensarci, il bisogno di una motivazione precisa è un limite che il Transurfing stesso permette di superare. Anzi, la richiesta di una motivazione, spesso, è proprio uno dei trucchi, una delle catene del Sistema. A volte abbiamo bisogno di buttarci. E basta…

Dire di no al sistema e alle sue regole, è dire sì al Transurfing e alla nostra libertà di scelta.

Ecco perché abbiamo scelto di farvi leggere questa breve riflessione di Mario Civalleri. Vi sarà molto utile!

Transurfing, perché Si!

Se penso al fatto che in vita mia ho sempre combattuto le guerre degli altri ed ho accettato schemi e convenzioni solo perché era normale farlo, oggi mi sento semplicemente come se quella persona del passato non fossi stato totalmente io.

All’inizio, liberarmi dai pendoli mi ha fatto sentire solo, perché è nella dipendenza dei comuni pendoli che si fanno la maggior parte delle amicizie, però, mi dicevo, se tutto questo per me diventa solo una perdita di energia, UNA PERDITA DI ME, che senso può avere? E così, piano piano, ho cominciato a visualizzare la mia libertà, a sentire che anche da solo, non era poi così male. Ed ho scoperto che sganciandomi determinati pesi di dosso, ho potuto muovermi meglio, evitando con un semplice gioco di direzione, di venire investito da problemi non miei. Ho imparato a riconoscere, classificare e ad evitare i vampiri energetici, smettendo io stesso di cercare qualcuno con cui condividere i problemi….ma soprattutto ho imparato a visualizzare ciò che desidero senza volerlo a tutti i costi, smettendo di dannarmi l’anima per ottenerlo.

E ho smesso di crearmi sensi di colpa inutili. Certo, ho pur sempre una coscienza ed un senso morale, necessario per distinguermi umanamente dall’animale, ma ho smesso semplicemente di sentire le colpe ed ho imparato a far,e dei miei difetti e delle mie mancanze, una parte di me.

D’altra parte se l’universo mi voleva diverso, lo sarei stato sin dall’inizio… mentre invece, probabilmente, faccio parte a mio modo di un grande equilibrio dove uno come me serve a bilanciare, a compensare vuoti od eccessive importanze create da altri.

Desidero, ma senza ossessione.

Vivo, ma senza frenesia.

Godo, senza farne una malattia.

Questo è il mio Transfurfing, e se sono ancora allo stato acerbo, è perché ho bisogno, tutt’ora di ricordare a me stesso di risvegliarmi, di osservarmi da lontano, e di continuare a seguire quella serie di indicazioni ( non chiamiamole regole!) che il Transfurfing ti da.


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3 commenti su “Transurfing, perché Sì!

  • germana

    Salve,
    ho letto parecchio su legge di attrazione,pensiero creatore,visualizzazione, etc.
    Mi sembra che il Transurfing alla fine ripeta gli stessi concetti seppure in modo più specifico,mi sbaglio?E si mi sbaglio qual è la differenza tra il transurfing e le discipline che ho citato?
    Grazie

  • StefY

    Eccezionale Mario!
    Questi sono i primi passi che un Essere in evoluzione
    muove verso Sé Stesso, dentro di Sé. Il cammino è lungo
    e sempre più interessante…continua così se ciò porta
    alla Tua autorealizzazione.
    Ci tengo solo a precisare che la Scienza dello Yoga, nata oltre 5mila anni fa, segue lo stesso percorso anche se lo chiama con termini diversi. Un piccolo esempio: nel Raja Yoga detto ottuplice sentiero, perché otto sono
    le “regole” da darsi nel…divenire.. al primo stadio, ciò che tu stai sperimentando, si chiama YAMA e NIYAMA.
    Riconoscere che tutto ciò che è esterno a noi, fa parte della nostra realtà interiore. Vivere ogni cosa appieno ma senza coinvolgimento mentale/emotivo.
    Che la Vita ti sorrida 🙂
    Namastè.

  • nadia

    Grande! (..anch’io lo sono, ho piu’ di 50 anni)e mi sto’ coscentemente affaccindo a “questo mondo” solo adesso. Da qualche anno ho avuto esperienze fuori dal coro che mi hanno portato a riflessioni profonde circa la mia interiorità e posto nella societa’, ma, non ho mai incontrato un’esposizione così organizzata e deliberatamente divulgativa di questo intreccio “esterno-interno” che va’ a costituire la ns. realtà, la ns.vita.
    Sono arrivata solo a pag.50 di “Scardinare il sistema tecnogeno” di Vasdim Zeland (..vorrei conoscerlo..!) e, strange enought, lo trovo molto in tema con quanto raccontato nel libro che ho appena finito “E venne chiamata due cuori” a proposito del dei valori dell’ antico mondo aborigeno (..vorrei viverci).
    Insomma, altre cose inerenti si muovono in questo momento nel mio scenario di solitaria libertà che mi auguro mi portino oltre; a una “crescita spirituale”..?!?..si.., o cmque si chiami e, anche a riconoscere i “vampiri energetici” o i “pendoli” che pendono sul capo (anche se mi fanno un pò paura).
    Nadia (un criceto nella ruota).