La Fattoria umana


[…] Il periodo di validità di un alimento, in linea di massima, si può paragonare direttamente al “termine di reclusione” dato a un condannato: quanto esso è maggiore, tanto più pericoloso è “il prigioniero”. Probabilmente pochi ricordano i tempi in cui la durata di conservazione di un barattolo di maionese non era più di tre settimane in frigorifero, il latte in bottiglia si inacidiva dopo due o tre giorni e la birra diventava torbida già dopo una settimana. Molti non hanno mai visto queste cose, altro che ricordarle!

La fattoria umana

L’universale corsa al profitto ha reso noi stessi prigionieri, ostaggi degli interessi dei produttori e dei commercianti. Nei negozi i prodotti davvero naturali quasi non si trovano. L’ultimo rifugio è rimasto il mercato delle aziende agricole e i frutti
di mare (ovviamente quelli che non vengono allevati artificialmente).
E anche qui non vige la massima onestà. Se ritorniamo a fare riferimento alla classificazione del dottor Bircher-Benner, si potrebbe integrare la sua tabella alimentare con il cibo di quarta specie, un concetto di cui egli ai suoi tempi non poteva avere alcuna idea, cioè i prodotti sintetici da supermercato, la produzione della classe più bassa, praticamente gli alimenti tecnogeni per i cyborgs che si trovano ai vertici della piramide alimentare.

L’idea e semplice e lineare. Tante più sostanze sintetiche sono contenute nel prodotto, tanto minori sono i costi di 

produzione. Tanto più lunga e la durata di conservazione, tanto più facile è vendere la merce. La domanda è: ma che diritto hanno di darci da mangiare queste schifezze? Com’è potuto accadere che attorno a noi si trovino, oggi, per lo più prodotti sintetici? E ciò non riguarda solo il cibo, ma tutto.

E di nuovo la spiegazione è molto semplice: se la coscienza del consumatore si trova a un livello basso, letteralmente al livello di uno zombie, gli si può propinare qualsiasi cosa ed egli crederà che tutto questo è non solo utile ma anche indispensabile per la sua vita, per la sua stessa salute. Vedete, se la coscienza degli individui presi singolarmente e dell’intera società fosse di almeno un livello più in alto, saremmo ancora a bere latte e birra naturali, a mangiare un salame senza soia geneticamente modificata e cosi via.

Ma noi non siamo 
individui liberi e consapevoli. Noi… non vorrei usare un
termine volgare perciò mi esprimerò moderatamente: ci troviamo 
rinchiusi in una fattoria e per questo mangiamo quello che ci viene dato.

Questa e la nostra situazione! Pensate che ciò non abbia attinenza col Transurfing? Ed è veramente così: mangiamo quello che ci viene dato. Perché nella nostra società avanzata e civilizzata vige una legge che si può formulare nel modo seguente: prima la merce viene prodotta, poi costringono la gente ad acquistarla. […]